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Vin Blanc de Morgex di Don Alexandre Bougeat


27-09-2021   |   highlander del Gusto in Italia

 

L'Italia che ilmangiaweb ama raccontare

Giovanni Mastroianni

Vin Blanc de Morgex du Curè Alexandre Bougeat 

" Veronelli , se lei dovesse salvare un vino bianco, uno solo , da una catastrofe cosmica, quale sceglierebbe? "


Senza esitazione: il Blanc de Morgex di Don Alexandre Bougeat, il Curè e vigneron de Morgex!
Alexandre Bougeat, il Curè e vigneron de Morgex, coglie grappolo per grappolo, uva, la vigna è a mille e più metri, cui ha dato quasi solo colore quasi solo calore il riverbero dei ghiacciai del Monte Bianco.

                                                   Le vigne del Blanc de Morgex e a sfondo il Monte Bianco

Veronelli spiega la sua affermazione: "Lo rimerita un vino davvero senza eguali: colore verde pagliarino, trasparente e gioioso, lucido; bouquet pulito, diritto di estrema eleganza; sapore secco senza; all'ascolto, ma attento, sai, ha rapido sentore di mandorla amara e, più lieve, di mora; struttura di nerbo sottile, metallico, e soffa stretta, aristrocratica. Nessun vino ha tanta "razza". E' un vino che vuole essere colto subito, in prima giovinezza. 

Un'altra testimonianza che, attesta la passione e grande attenzione all'allevamento della vigna del Blanc de Morgex da parte di Don Alexandre Bougeat, la diede nel suo percorso letterario la scrittore e giornalista di grande spessore e carisma Mario Soldati nel suo libro racconto " Vino al Vino" con sottotitolo "Alla Ricerca dei vini Genuini"

  

 

Mario Soldati nei suoi vaggi avvenuti nel 1968 si trova nelle province di Torino, Vercelli e nella Valle d'Aosta. Così scrive.

..."Vini dei Tre Vescovi". Cosa c'era nella gerla dei Tre Vescovi che si incontrarono sulla Vetta dei "Tre Vescovi" che rappresenta il punto culminante dove convergono i territori delle Diocesi di Biella, Aosta e Novara. 

Non si sà se sia immaginazione o leggenda ma segue al loro incontro, per non so quale riccorrenza religiosa: e che ciascuno dei tre prelati, con le loro guide montanare e il suo seguito di portatori, recasse seco le vettovaglie per una breve refezione che doveva seguire la cerimonia. Con i cibi, naturalmente, erano i vini. C'erano i vini di Biella: Lessona, Masserano, Bramaterra, Mottalciata, vini secchi duri e potenti, provenienti da vitigni di puro Nebbiolo e a questi furono bevuti con arrosti di cacciagione, il Meisola da vitigni Nebbiolo e Bonarda e quindi più morbido con la pulenta cunsa, seguirono i vini di Ivrea: Erbaluce, Bianco secco, che fu bevuto con gli antipasti di Tinche e di Trote marinate e poi Chiaretto di Cavaglià e Passito di Caluso, che furono serbati per le torte del dessert. Nelle gerle del vescovo di Aosta: Carema, anche quello figlio del Nebbiolo, e che gareggiò validamente con i cugini delle Prealpi di Biella; Chambave Rouge, gustato con le Fontine e varie Tome; infine, vino bianco, secchissimo, di Morgex, da viti coltivati a 1200 metri, in vista del Monte Bianco. La disputa e controversia che iniziarono i Tre Vescovi, dopo il lungo pasto, sulla cima dei Tre Vescovi non fù di dedica teologica o mistica ma enologica che si concluse con la vittoria del vino di Morgex. 

"Bevile con religione" mi disse l'amico Renzo Balbo di Cossano Belbo al regalo di 12 bottiglie di bianco di Morgex dell'abbè Alessandro Bougeat perchè continuò " il Morgex è forse il vino più raro di tutto il mondo: è certamente quello le cui vigne sono piantate più in alto, tanto da toccare le porte del Paradiso".

Ok, Mario Soldati penetra nell'anima del territorio con una descrizione mirabile e ci permette di addentrarci con spirito Divino nelle vigne del Morgex Blanc.

E il Monte Bianco è lì, immane, ghiacciai bianchiazzurri e rocce nere, ma così ben proporzionato che colpisce non tanto per l'altezza e l'immensità quanto per la bellezza della forma e dei colori. Stupiva, osservando attentamente i ghiacciai sotto la cresta, distinguere ombre e luci, trasparenze e superfici quasi di seta, di luce riflessa...nel calore del sole e nella feschezza dell'aria che si combinavano in un effetto immediatamente inebriante, restammo lungo tempo immobili ad osservare, ammirare, sullo sfondo della più alta montagna d'Europa i lavorati ricami dei vigneti: più belli così d'inverno perchè spogli dei pampini, rivelano più chiaramente i geometrici fregi, la graziosa opera delle loro umane strutture.

In questo contesto naturalistico, nasceva e cresceva la vite du Blanc de Morgex e il suo vate era Don Alexandre Bougeat. Riuscì a salutarlo e a  strigergli  la forte mano, guardandolo diritto negli occhi scuri e ridenti, intuisco che la provvidenza ha disposto anche di questo..così concluse Mario soldati ilsuo incontro con Don Alexandre.

Ma chi è Don Alexandre Bougeat? Lo scopriremo attraverso il libro edito da Veronelli " L'ABBE' ALEXANDRE BOUGEAT" di Lorena Isabellon     

        

 ALCUNI FRAMMENTI DI PENSIERO DA CHI L'HA CONOSCIUTO 

Vignaiolo Brunet Piero attuale proprietario della vigna appartenuta al Curè Bougeat

Da bambini si faceva a gara a chi faceva il chirichetto alla Santa Messa perchè era l'unico che dava 50 lire che noi spendavamo al bigliardino, era un bravo prete, sempre con la battuta pronta e attento con i suoi parocchiani e alle loreo necesità, finita la messa si spogliava della canonica  e si vestiva da contadino e via in vigna, era molto attivo e per i vignaioli ha fatto molto...tutti lo ricordiamo, una sua battuta è diventata leggenda quando ad un sindalicalista gli disse io mi vesto di nero tu di rosso e insieme facciamo la bandiera della valle d'Aosta...univa le genti

Don Roberto Fosson

Mente chiara e inventiva, ha saputo realizzare con constanza molti dei suoi sogni.

Guido Cesal

Sacerdote intelligente e sensibile. Don Bougeat deve però essere ricordatoanche come come precursore del viticoltore moderno, in quanto seppe riconoscere nel Vin Blanc coltivato nella nostra zona un prodotto di qualità e poteva raggiungere le cantine e le enoteche più prestigiose.

Cesare Villaz

Don Bougeat Leggeva molto ed era molto informato, anche sui dettagli tecnici per ottenere vino do qualità; ma ciò che mi colpiva di più in lui era la passione con cui ci esortava a no disfarci degli oggetti antichi che si aveva in casa che potevano essere di valore e comunque usati.

Carlo Jans

... nel frattempo si stappava la bottiglia di Blanc de Morgex e allora il filo del discorso era il vino, come valorizzarlo e come migliorare la produzione...

Don Silvio Perrin

Ricordo la grande umanità. Amante della natura, dell'arte, attraverso le quali arrivò ad amare il Creatore che servì con semplicità e grande umiltà.

LA MODERNA DOTTRINA DELLA VITICOLTURA 1952

I suoi studi e soprattutto le geniali intuizioni nel campo della viticoltura sono diventate il punto di riferimento per tutta la produzione vinicola della zona.

Un vino che che no aveva nessuna qualità a detta degli stessi che allora lo producevano. Don Alexandre Bougeat invece lo amava e ne capìi le potenzialità, si occupava personalmente dei vigneti della parrocchia collocati tra i 900 e i 1300 metri considerati i vigneti più alti d'Europa situati intorno a Morgex e a La Salle. Il vitigno utilizzato può essere allevato senza innesti dato che la filossera non ha mai raggiunto l'area di Morgex, dove la vite prospera sino a 1400 metri di altitudine.

Le vigne sono coltivate con l'antico sistema a pergola bassa e con i tipici sostegni in pietra, per sfruttare meglio il calore del sole riflesso e contenuto nel terreno e per evitare danni del gelo e del vento. In tal modo il vino ha un profumo spiccato ed una piacevolissima acidità, un vino armonioso. 

                                       La Pergola Bassa di Morgex vigneti Cave Mont Blanc

  

 

 

                                    Don Alexandre Beauget in Vigna

 

                            

                                  Momenti di relax e meditazione

 

Don Alexandre Bougeat rinnova i locali della cantina, si confronta con i vignaioli del posto e si rende conto che le tecniche della vite vanno riviste ammodernate in modo sostanziale. In vendemmia l'uva va porta in cantina e non pigiata sul posto, cura con attenzione tutte le fasi della fileria..per favorire la fermantazione del mosto,riscaldava la cantina. Non filtrava il vino e nel mese di gennaio per favorire la precipitazione delle sostanze solide provocava tutta una serie di sbalzi di temperature aprendo le finestre della cantina. Nel 1968 esperimenta il primo spumante alpino, il più alto d'Europa a metodo classico ma senza successo che però vedrà vita nel 1983 da parte della cantina...lo scopriremo alla fine, forse...

Negli anni '60 Don Alexandre Beauget parroco di Morgex  iniziò ad affinare la lavorazione di questo vino, usato di solito per il consumo familiare e nelle trattorie del paese. Il suo primo Blanc de Morgex vede la luce nel 1964 di Morgex con etichetta dando nuova linfa e coraggio a tutti i viticoltori di Morgex.

Nel 1966 di Bougeat si interessa la RAI, unico canale televisiovo, intervista e seguito in alcune fasi lavorative. Tutto il mondo enogastronomico parla del Blanc de Morgex e del suo Vate.

Ha il coraggio di non esitare, nelle annate avverse, a sacrificare la totalità della produzione..così scrive a Luigi Veronelli: L'annata 1969 è stata per il Blanc de Morgex un'annata pessima. Il prodotto è invendibile e per me impossibile spedirLe un campione, già ritenuto fallito, delle annate precedenti non mi rimane neppure la traccia, sono molto rammaricato...

Giorgio Bocca lo chiama" Il vino del Parroco"..La Stampa intitola: Fu Don Bougeat a valorizzare questo vino e tanti altri seguono il pensiero comune di valorizzazione e commerciaizzazione del Blanc de Morgex del Curè Alexandre Bougeat.

Le annate che Don Bougeat riesce ad imbottigliare, sia per la morte premaruta, 1972 a soli 57 anni, sia perchè il suo estremo rigore gli di non produrre nè riesce a commercializzare un ino anche se semplicemente mediocre, come avviene per l'annata 1969, partono dal 1964 al 1971.

            Prima etichetta del 1964                                   Ultima etichetta del 1971

         

Sulla etichetta così scriveva in francese : Ce vin produit et vinifiè à Morgex par la propriètaire, n'a point subi de traiements chimiques et sa chiarimento est naturelle. Il demeure un organismo VIVANT dans tous ses èlèments constitutifs..mais dèlicat comme une belle fleur! Donc ne pas l'exprort trop à la lumièere et à la chaleur, èviter en le servant de soulever le lèger dèpòt qui a pu se ex sur le fond de la bouteille. En foi.

Le productèur: Curè Alexandre Bougeat.

Merita la traduzion in italiano: 

Questo vino prodotto e vinificato a Morgex dal proprietario, non ha subito
alcun trattamento chimico e la sua chiarifica è naturale.
Il rimane un organismo VIVO in tutte le sue parti costituenti...ma delicato come un bel fiore!
Quindi non esporlo troppo alla luce e al calore, evita di servirlo per sollevare il
leggero deposito che potrebbe essersi formato sul fondo della bottiglia. In fede.
 Il Produttore: Curè Alexandre Bougeat.


Domande di alcuni giornalisti della stampa, alla sua cantina, vigneti e su vari temi tecnici. il 21 agosto del 1969

D: Quale è il vitigno bianco maggiormente coltivato? In quale percentuale si coltiva il priè bianco, il blanc comune, il blanc de Morgex, in rappoto alla superfice totale di coltivazione e quali le singole produzioni

 R: Viene coltivata a Morgex una sola qualità di vitigno che viene chiamato Blanc de Morgex e si distingue dal bianco comune e dal priè. Il bianco comune portato a Morgex non ha dato alcun risultato positivo. A Morgex non si coltiva il priè, che però prospera a Chambave. Il Blanc de Morgex se viene allevato in piano, cioè ad una altezza che non è la sua, perde le sue caratteristiche.

D: Il Blanc de Moregex per quanti anni dura sua conversabiltà?

R: Se convenientemente vinficato, ed imbottigliato, ha una conservabiltà che supera i cinque anni.

LE BLANC DE MORGEX FAIT VENIR LUISANTS LES YEUX AUX BELLES FEMMES!

                                    

 

Considerazione sul il Cru de Morgex di Don Alexandre Bougeat

( ciò che oggi chiamiamo descrizione organolettica e storica )

Il vitigno Blanc de Morgex ha caratteristiche tutte proprie, per cui non è possibile classificarlo tra i tipi comunemente noti. 

Il suo prodotto, anche se perfettamente maturo, raramente assume una colorazione ambrata, ma mantiene invece una costante colorazione verdognola chiara. Gli acini sono piuttosto piccoli, ma succosi, con buccia estremamente delicata e fine, per cui anche una normale pioggia nel periodo di ultimata maturazione ne provova la spaccatura.

Al Palato si presenta gradevole, d'un sapore dolce particolare.

Detto vitigno non è soggetto ai danni della filossera; la sua riproduzione non necessita di innesto su ceppi di altra qualità, ma viene praticata con barbatelle prodotte sul posto. 

Richiede la coltivazione su pergolati; i tentativi di coltura a filari hanno quasi sempre dato risultaiti negativi. La caratteristica più singolare, anzi quasi inspiegabile, di questi vigneti è dato dal fatto che prosperano ad un'altitudine eccezionale, forse unica in Europa: dai 980 ai 1100 metri di altitudine e per quanto si sappia, su coni di deiezione siti nella parte sinistra ororafica dei comuni di Morgex e di La salle in Valle d'Aosta.

La sua coltivazione a Morgex si può dire risalga a tempi immemorabili; quasi certamente era già praticata al tempo dell' Impero Romano dagli stessi Romani.

Attualmente la superfice vitata non supera i 50 ettari.

Se convenientemente selezionato ed imbottigliato, contrariamente all'opinione comune, assume finezza e profumo, che ricordano molto da vicino i pregi dello "Champagne Brut" ed un'olteriore conservabilità. Il suo "optimum" è raggiunto con l'invecchiamento di tre anni e non oltre.

Nessun commerciante ha mai richiesto le uve di Morgex, nemmeno per un tipo di vinificazione speromentale.

IL VINO DEL PARROCO DI MORGEX

Quale modesto proprietario e coltivatore, il sottoscritto, si è proposto già da vari anni di presentare il "Blanc de Morgex" così comè, dopo averlo seguito personalmente, dal grappolo, alla bottiglia.

Naturalmente si tratta d sistemi artigianali.

Il sottoscritto ha escluso i metodi di vinificazione cosidetti scientifici: non sono mai stati fatti tagli con altri vini, non sono state utilizzate uve internazionali note per la loro qualità, non sono stati utilizzati correttori chimici, anche se legalmente autorizzati, sia per correggere l'acidità sia per variare il grado alcoolico; non sono stati utilizzati filtri per ottenere la brillantezza del vino o altri metodi per assicurare la sua conservazione.

Questa produzione tratta di un procedimento artigianale, sia per il procedimento di vinificazione, sia per il metodo col quale viene presentato.

Questa produzione è stata e resta il frutto del lavoro ottenuto da un vero appassionato, amante anche delle opere d'arte.

LE BLANC DE MORGEX FAIT VENIR LUISANTS LES YEUX AUX BELLES FEMMES!

DON ALEXANDRE BOUGEAT PARROCO DI MORGEX.

Intendo ringrazziare ultriolmente, la scrittrice Lorena Isabellon, lo scrittore Mario Soldati e il maestro Luigi Veronelli.

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Passione, semplicemente Passione.

Giovanni Mastroianni

" Veronelli, se lei solo salvare un vino bianco, uno , da una catastrofe cosmica, quale scegliere?"
Senza esitazione: il Blanc de Morgex del Curè Alexandre Bouget.

Questa cassapanca, proveniente dalla collezione privata di oggetti di antiquariato raccolta da don Bougeat, era stampata al centro della sua etichetta. Attualmente si trova ad Ayas e appartiene a Marie Bougeat, sorella del curé. Piero Brunet, nell'anno 1985, acquistò da Marie alcuni dei vigneti del cure e riprese anche l'antica etichetta.

                    Azienda Vitivinicola Brunet Piero è l'attuale etichetta

Azienda Vitivinicola Brunet Piero è l'attuale presentazione del Blanc de Morgex D.O.P. ricavato dalla vigna appertenuta a Don ALexandre Bougeat

Il nostro vino

Il vino al palato si presenta gradevole, d'un sapore particolare, leggermente acido ma amabile e delicato. Il profumo, fine e delicato, ricorda le erbe di montagna. Anche se perfettamente maturo, raramente assume una colorazione marcata, ma mantiene invece una costante colorazione tendente al giallo paglierino.
La produzione varia a seconda delle annate tra le 2500-3000 bottiglie.
 
D: signor Brunet la vinicoltura che seguite si avvicina a quella proposta negli anni '60 da Don Bougeat?
 
R: E' diversa da come è presentata da Veronelli da Soldati e da Don Bougeat; il vino da me prodotto si avvale della tecnologia moderna e dei parametri permessi dalla D.O.P. 
 
D: Come nasce l'incontro per l'acquisto della vigna del parroco di Morgex?
 
R: La sorella di Alexandre si chiamaVa Maria Bougeat classe 1920,  dopo la morte prematura del fratello Curè di Morgex, continuò lei per circa un decennio a lavorare in vigna. Le veniva difficile mantenere questo progetto venendo da Ayas a circa 70 km da Morgex, tanto che mia madre che le era amica, le diede le chiavi di casa per non sentintirsi ospite ma una cara presenza. Così un giorno stanca anche per le età mi disse che voleva vendere le vigne e che con molto piacere avrebbe ceduto tutto alla mia famiglia, ma io, anche se i miei genitori lavoravano in vigna producendo vino nostro non me la sentivo perchè lavoravo come idreulico e di vite, vigne ecc.ecc. non ne capivo nulla; allora mi disse di scerglere almeno un'appezzamneto con la possibilità di usare anche come immagine la panca già presente nelle itichette del Curè Bougeat, così feci e fu dura molto dura, da piangere, perchè non sapevo mai cosa fare, poi piano piano presi coraggio e presentai addirittura nel 1987 il mio primo metodo classico. Altri appezzamenti furono venduti a vigneron che confluiscono le uve alle Cave Mont Blanc de Morgex e de la Salle.

 

 
 
         
                            La vigna di Don Alexandre Bougeat acquistata nel 1983 dal vigneron  Brunet Piero
 
 
 
Vitigno Priè Blanc
  • COLORE:
  • paglierino tenue con riflessi verdolini.
  • PROFUMO:
  • fine e delicato, fruttato
  • con sentore di erbe di montagna.
  • SAPORE:
  • secco, fresco, delicato
  • la nota acida sostiene le sue tipiche note fruttate.
  • GRADO ALCOLICO: 11°-12°
  • COME SI SERVE:
  • adatto come aperitivo,
  • si accompagna con varie preparazioni di pesce,
  • con antipasti delicati, ottimo con la fontina.
  • VA SERVITO FRESCO AD UNA TEMPERATURA DI 8°-10° C
  • Signor Brunet grazie per la collaborazione è stoto un piacere conoscerla... 

 

D: Ma chi ha fatto il primo Metodo classico in Valle d'Aosta ed in particolare chi è riuscito a farlo con le uve Blanc de Morgex, le vigne più alte d'Europa, seguendo l'intuito di Don Alexadre Bougeat nel 1968?

A questa domanda risponde Mauro Jaccod ex presidende della Cantina Cave  Mont Blanc de Morgex e de La Salle, precedemente conosciuto per avermi concesso da presidente un'intervista dedicata al Blanc de Morgex.

R: Nel 1983 abbiamo fatto la prima produzione con la costituzione della Cave de Morgex e de la Salle, l'attuale Cave Mont Blanc de Morgex e de la Salle. All'atto dell'apertura della Cave a Morgex nel 1983, presentammo la prima etichetta di Spumante Metodo Classico realizzata all'altezza di 1100 metri sul livello del mare con vitigno Priè Blanc..abbiamo ancora le prime bottiglie che erano state registrate con atto notarile.

                                                Metodo classico 1983

                                        BLANC DE MORGEX E DE LA SALLE 

                          

 

                        

D: Nello studio che presento, lo stesso Don Alexandre descrive il suo vitigno e il suo frutto chiamandalo " Blanc de Morgex" distinguendolo da altri vitigni come ad esempoio il Priè Blanc, mentre Lei, Brunet ed in generale tutti i vignaioli lo chiamate Priè Blanc.

 R: E' sempre stato chiamato: "Vitigno Blanc de Morgex" in seguito ad studi condotti da Giulio Moriondo, perodafo di spicco internazionale, è emerso che quello che noi chiamavamo abitualmente Blanc de Morgex in realtà è un Priè Blanc localmente chiamato Blanc de Morgex ma questo è avvenuto perchè nei primi del novecento era messo in coltura in tutta la valle d'Aosta ed era considerato vitigno da pergola, davanti alle case, da pronta beva per i lavori estivi e piano piano, era stato abbandonato per lasciare spazio a vitigni che davano vini di maggior struttura ed è riamasto a coltura solamente a Morgex e a la Salle ed per questo che negli anni e poi stato chiamato Blanc de Morgex. Quindi si tratta di un Priè Blanc che ha diversi cloni recipito anche anche dal nostro disciplinare, ma sappiamo che ancora viene raccontato su alcuni libri un pò datati come Blanc de Morgex.

D: Sono entrato nel vostro sito è ho visitato le vostre esposizioni di produzione attestando l'attenzione ai vostri metodo classico, Mauro Jaccod  qual'è il più vicino alla produzione del 1983? Ma prima mi dica del metodo classico bevuto in un ristornate in Aosta dal nome Glacier..

 

                      Glacier Metodo Classico Extra Brut Pas Dosè

                                                     Eccellente

                          

 R: Il Glacier Metodo Classico Extra Brut Pas Dosè! Pas Dosè significa che non è stata messa la Liqueur d'expèdition che arrichisce o che ad ogni modo da altre note di profumi, quinidi Pas dosè extra brut con zuccheri aggiunti zero per queste caratteristiche l'associo al primo spumante metodo classico prodotto nel 1983 dalle Cave Mont Blanc...è proprio quello che ha bevuto tu, il Glacier Metodo Classico Extra Brut Pas Dosè!

VITIGNO E VINIFICAZIONE

100% Prié Blanc biotipo
Blanc de Morgex.
Il vino base svolge la prima fermentazione in legno grande (larice-rovere) e in acciaio inox.
Tradizionale rifermentazione in bottiglia. Dégorgement non prima di 20 mesi.

CARATTERISTICHE

. VISIVA - colore giallo paglierino vivace con riflessi verdognoli. Bollicine fini e persistenti.
. OLFATTIVA - fine, persistente con lievi sentori minerali.
. GUSTATIVA -fine, asciutto, esprime il territorio montano.
. GRADO ALCOLICO - da 11,5 % vol.
. ABBINAMENTO - ottimo come aperitivo e a tutto pasto, speciale con pesce dolcemente grigliato e crostacei.

                                          Luigi VeronellMauro Jaccod  

 D: Mauro Jaccod, posso affermare che la filosofia vinicola di cui parla e scrive il Curè Alexandre Bougeat oggi è molto attuale? Parla e scrive e lavora il suo vitigno in modo artigianale senza ausilio si pesticidi, chimica o altro che non fosse nature; questo è un argomento attuale; vino naturale, artigianale, biologico, biodinamico, ancestrale e via dicendo..

R: Diciamo in buona sostanza che una volta, erano negli anni '60 e '70 e descrivo il mio territorio, erano tutti vini naturali, non c'era la necessità commerciale per cui il consumo era sopprattutto familiare per cui era naturale per forzaDon Bougeat, quello che immagianiamo un pò tutti, ha iniziato a fare delle vinificazioni in bianco e quì stà la sua innovazione, perchè il vignaiolo del periodo faceva il vino facendo fermentare tutto; graspi, bucce ,vinacce e mosti tutti insieme, perchè quella era la tradizione mentre Don Bougeat faceva fermentare solo i mosti facendoli separe da bucce e graspi e con questa intuizione c'è stato un salto di qualità. Poi per quanto i vini naturali, a quell'epoca non esisteva nemmeno il concetto perchè era ovvio che fossero naturali oltretutto i vitigni della val d'Aosta non furono colpiti dalla filossera e anche attualmente il freddo tiene lontano, batteri e animaletti che potrebbero nuocere alla vite, si utillizzano solo e anche molto poco rame e zolfo e diamo 4 trattamenti non usiamo pesticidi e prodotti chimici, per ciò potremmo parlare di vini biologico anche senza averne attestato.

 

Questa è la storia di un highlander del Gusto, il suo nome? Alexandre Bougeat Curè di Morgex e vignaiolo del Blanc de Morgex..Grazie per ciò che mi hai dato.

L'Italia che ilmangiaweb ama raccontare

 

Giovanni Mastroianni