Vini a Catania
Vini Autoctoni ed Internazionali di Struttura e Armonia a Catania
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Giovanni Mastroianni
Etna D.O.C.
la zona di produzione di questi vini è dominata dall'imponenza dell'Etna, la cui potenza è ricordata in modo costante dalla colata lavica sulla quale generazioni di vignaioli hanno coltivato la vite su terrazze opportunamente ricavate. Anche il microclima è unico, con grandi sbalzi di temperatura, ed il terreno è molto fertile e ricco di sali minerali. Carricante e catarrato bianco sono i vitigni a bacca bianca più diffusi e danno in genere profumi delicati di pesca, zagara e gelsomino, morbidezza sostenuta da una decisa acidità.
Nerello Cappuccio
Il Nerello Cappuccio, o Mantellato, è un altro vitigno a bacca rossa diffuso sul vulcano che, assieme al Nerello Mascalese ma in percentuali assai inferiori, rappresenta gran parte del panorama ampelografico delle vigne etnee. Il suo nome deriva dal caratteristico portamento della pianta. È presente nell’Etna rosso DOC per una quota che non può superare il 20%. Al vino regala una maggiore intensità cromatica sopperendo così alla scarsa capacità colorante del Nerello Mascalese.
Il Frappato è un vitigno siciliano autoctono, probabilmente originario della penisola Iberica. Viene citato da Domenico Sestini nelle sue “Memorie sui vini siciliani” del 1760, in cui si fa esplicito riferimento alla coltivazione del vitigno Frappato nella città di Vittoria, in provincia di Ragusa. Ancora oggi, in questa parte della Sicilia sud-orientale, dal Frappato si ottiene un vino utilizzato assieme al Nero d'Avola per la produzione del celebre Cerasuolo di Vittoria. Ma anche vinificato in purezza, il Frappato è un vino suadente dal profumo intenso e delicato e dal sapore fresco ma ben strutturato. Il Nero D'Avola Tra i più rinomati e tipici vitigni siciliani autoctoni a bacca rossa, il Nero d’Avola prende il nome dal comune di Avola, in provincia di Siracusa, dove viene innestato per la prima volta per poi diffondersi nei vicini territori di Pachino e di Noto. Oggi, il Nero d'Avola si inserisce a pieno titolo nella lista dei vini di qualità e di prestigio e viene apprezzato in tutto il mondo per il suo carattere deciso e possente. Si distingue per il suo colore rosso rubino brillante: da giovane con riflessi violacei; più tendente al granato, se invecchiato. Ma sono, in special modo, i vigneti della Sicilia Orientale a esprimere un aroma mediterraneo ricco di note fruttate e speziate. Le potenzialità del clima e della terra del vulcano più alto d'Europa, ha indotto i viticoltori a inserire vitigni come il Merlot e Pinot Nero con risultati eccellenti anche per la bacca bianca Chardonnay.
Nerello Mascalese
Vitigno a bacca nera storicamente prevalente sull’Etna, prende il nome dal territorio di Mascali dove venne selezionato un paio di secoli fa. È la base dell’Etna rosso DOC, nel quale devono essere presenti uve Nerello Mascalese per almeno l’80%. Come gli altri vitigni etnei il Nerello Mascalese è a maturazione tardiva, dunque viene vendemmiato intorno alla seconda decade di ottobre.
Produce vini dalle sfumature diverse a seconda del versante, della quota in cui è coltivato e del sistema di allevamento, generalmente accomunati da una grande struttura e da un’eleganza di profumi destinata ad evolversi ulteriormente con l’invecchiamento.
I vini di questa zona sono importanti e ben fatti grazie ad importanti enologi che stanno pensando di sfruttare le grandi potenzialità del magnifico microclima e della terra del vulcano più alto d'Europa. Vini in provincia di Catania.