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Maria Paoletti Masini Passione Biodinamica a San Miniato PI


01-06-2021   |   Artigiani del Gusto in Italia

L'Italia che ilmangiaweb ama raccontare

Giovanni Mastroianni

 

MARIA PAOLETTI PASINI PASSIONE PER LA BIODINAMICA

Sono Maria Paoletti Masini della Tenuta di Poggio, e mi piace presentare così la nostra cantina “Cosimo Maria Masini Passione Biodinamica!” perché la Biodinamica è il filo conduttore della breve ma emozionante storia della cantina. Abbiamo acquistato la Tenuta di Poggio nel 2000 per condividere un sogno: fare vino buono nel rispetto della natura. 

Sulle colline di San Minato in provincia di Pisa, nel cuore della Toscana: antico borgo medievale, ubicato lungo il percorso della via Francigena, terra di vini, olio extravergine, formaggi, salumi derivati dal'allevamento del Cinto Toscano D.O.P. e del pregiato tartufo bianco, nasce la Tenuta Vinicola Bio+Bio Cosimo Maria Masini.

Buongiorno signora Paoletti, della proposta che chiamate "Esperienze", dicono: un posto incantevole......; Cantina bellissima per la struttura storica che la ospita, ed anche anche per la tecnica di produzione dei vini utilizzata....; Cantiniera super appassionata nel suo lavoro....Complimenti per il vino d’eccellenza prodotti, soprattutto il vin santo, al di fuori degli schemi commerciali..; Cortesia e amore per il vino....; Posto magico, immerso nella natura, curato e pulito. Abbiamo assaggiato dei vini e l'olio, tutti prodotti biodinamici di alta qualità.....Ospitalità a mille e tanta gentilezza e pazienza...; Esperienza emozionale....; Non si percepisce quanto lavoro c'è alle spalle e quanta professionalità, bravi.! Si potrebbe andare avanti così per tutto il tempo ma la sostanza non cambia.

D: A quanto pare la gente percepisce la vostra filosofia?

R: I commenti dei nostri ospiti sono per noi molto importanti, perchè ci fanno capire che riusciamo a trasmettere il sentimento della nostra passione: lavoro in vigna nel rispetto della natura e dei cicli cosmici, produzione di vini espressione del terroir e di biodiversità, costante impegno per rendere i suoli fertili e vigorosi. Dalle loro parole, infatti si percepisce in modo chiaro che il nostro messaggio li raggiunge e contribuisce a far acquisire loro consapevolezza nell’’apprezzare i vini ed il lavoro e la passione che stanno dietro al prodotto finale. Noi vogliamo dare il nostro contributo a formare persone consapevoli del valore che il vino, come il cibo, rappresentano! Valore etico e sociale.

 

Guarda il calor del sol che si fa vino
Giunto a l'omor che de la vite cola

D: Che differenza c'è tra Biologico e Biodinamico e la somma dei due Bio da un vino Naturale, forse più buono? 

Biologico e biodinamico non usano prodotti chimici nella coltivazione e nella vinificazione, la differenza si trova soprattutto nell’approccio olistico della Biodinamica e nell’uso dei preparati Biodinamici, corno letame e corno silice.
In questi giorni si è scatenata una campagna assurda contro la Biodinamica ed, in misura minore, contro il biologico: talmente avvelenata da far nascere il sospetto che sotto il manto della “Scienza” ci siano interessi di tipo diverso.
In realtà Steiner, il fondatore della Biodinamica, ha indicato un percorso di rispetto verso tutti gli elementi del Cosmo, che dovrebbe far riflettere e pensare ai danni che l’uomo ha provocato sull’ambiente con il suo desiderio di dominare la natura per asservirla ai propri interessi; tutto nasce dalla conoscenza....

D: Rispetto è amore in tutto ciò che rientra nel cosmo.

R: La Biodinamica è una passione e come tale pervade tutte le attività svolte con attenzione continua al cosmo e al microcosmo che ci circonda.
La bellezza del luogo, lo sguardo ampio verso la campagna, sullo sfondo il borgo antico, illuminato dal rosso dei raggi al tramonto, sono uno straordinario complemento della nostra visione.

 

 Nel 2016 venivo da voi partendo da Varese per realizzare un video dedicato alla vostra produzione di vino Biodinamico.....

D: Questa filosofia legata al Bio e alla Terra è tangibile anche nelle piccole manifestazione quotidiane

R: Prima della pandemia eravamo entusiasti nell’ ‘accogliere persone da tutto il mondo, per lo più giovani facenti parte del Wwoof, che vogliono fare esperienza lavorando nell’agricoltura biologica, per trasmettere i nostri valori attraverso un’esperienza di lavoro e di condivisione di obiettivi.

Un percorso che vuole essere un modo per conoscere il vino, le sue caratteristiche ed il suo processo di produzione: un nuovo modo di vivere l’enoturismo, per scoprire il lungo viaggio che ogni vino compie dalla vigna alla cantina.

D: Chi è Francesco de Filippis
R: Francesco il mio socio, profondo conoscitore della Biodinamica, agronomo ed enologo, segue tutte le attività dalla coltivazione alla vinificazione, con grande entusiasmo e competenza. Francesco ha dato un contributo fondamentale all’ottenimento di vini eccellenti, dei quali siamo molto orgogliosi, e ha seminato nei suoi collaboratori la conscenza verso la biodinamica.

Il nostro obiettivo è conoscere, aggiunge Francesco, fino in fondo il territorio per acquisire la sensibilità necessaria a comprendere i ritmi della natura e le sue energie. Ciò significa interpretare un territorio, ed un’annata, utilizzando l’uva, somma di tutte quelle variabili che entrano in gioco quando si lavora la materia vivente.

R: Cosa significa per voi fare vino?

R: Lavorare in vigna quotidianamente, a contatto con le nostre piante, osservare, interpretare e rispettare la natura, confrontandosi con essa con umiltà: questo significa per noi fare vino.

D: Quante etichette producete?
R: Vi invitiamo a venire a degustare i nostri vini, 9 etichette compreso il Vin Santo senza dimenticare il nostro olio ugualmente biodinamico”

D: Ho avuto la fortuna di poter degustare, gran parte dei vostri vini. Notevoli, ottimi. Ma vorrei chiederle della varietà Sanforte, uva autoctona rara da cui ricavate il "Sanforte Toscana Rosso I.G.T."?

R: Sanforte è una varietà autoctona rara che ha trovato il suo ambiente ideale nel nostro terroir. Cresce nel nostro vigneto di oltre 60 anni, da cui per selezione massale sono stati innestati su altri due appezzamenti. Sanforte si rivela un’uva sana, naturalmente a proprio agio nei nostri vigneti, esprimendo pienamente la sua tipicità. Le ultime ricerche hanno dimostrato ciò che avevamo intuito nel corso degli anni: è una varietà unica, chiaramente distinta dal Sangiovese. Per alcuni anni abbiamo vinificato Sanforte in piccole quantità per comprenderne appieno le caratteristiche ma il 2016 rappresenta il nostro primo imbottigliamento di un Sanforte al 100%.

Vitigno:
Sanforte “vigna vecchia”: esposizione Nord-Est; potatura cordone speronato; 3000 piante ad ettaro, suolo profondo argillo-calcareo con presenza di fossili del Plio-Pleistocene e assenza di scheletro. Sanforte “vigna nuova”: esposizione sud-ovest; potatura guyot; 5000 piante ad ettaro, suolo profondo argillo-calcareo con presenza di fossili del Plio-Pleistocene e assenza di scheletro.

Vendemmia:
raccolte a mano in piccole cassette, Sanforte viene raccolta quando le uve hanno l’equilibrio ideale tra maturità e acidità per esprimere le sue caratteristiche uniche.

Vinificazione:
il Sanforte viene vinificato in modo completamente naturale in piccoli tini aperti (mastelle) con follature manuali, in modo che i fenoli, i sapori e il colore siano estratti molto delicatamente. Il Sanforte è fermentato senza additivi enologici, né lieviti selezionati né solfiti. La fermentazione malo-lattica, totalmente spontanea, avviene in barrique di rovere, di 2°, 3° e 4° passaggio, dove successivamente il vino matura per circa 12-18 mesi fino all’imbottigliamento ed ulteriore affinamento.

Caratteristiche sensoriali:
elegante e raffinato, con note di pepe nero, ciliegie e un’acidità equilibrata. Un vino straordinariamente intrigante.

D: Signora Maria Paoeletti Masina e del "Fedardo Vin Santo del Chianti" che presenta il 15% di vitigno San Colombano, anche questo una rarità autoctona?

R: Il Vinsanto prende il nome da un personaggio storico della Tenuta, il buon e amatissimo Fedardo, nato qui ed un tempo fattore dell’azienda, non ha mai abbandonato la sua passione per la terra, dedicandosi anche nei suoi ultimi anni all’orto e alla cura delle piante. Fulgido esempio di quanto vivere in armonia con la natura possa essere tra le migliori strade per la felicità.

Vitigno:
Trebbiano 70% Malvasia Bianca 15% San Colombano 15%; esposizione Sud-Ovest; potatura guyot e cordone speronato; 3000-5000 piante ad ettaro, suolo profondo argillo-calcareo con presenza di fossili del Plio-Pleistocene e assenza di scheletro.

Vendemmia:
per il nostro Fedardo, contrariamente alla tradizione, preferiamo una vendemmia precoce piuttosto che una tardiva. Raccogliendo le uve i primi di settembre si favorisce il processo di appassimento in vinsantaia lavorando con uve più sane, con bucce più spesse ed integre, quindi evitando spiacevoli marciumi.

Vinificazione:

dopo la vendemmia le uve vengono appese ad appassite per almeno 4 mesi, fino al raggiungimento del tenore zuccherino necessario. Le uve vengono poi pigiate ed i mosti avviati alla fermentazione in piccoli caratelli da 50 e 100 litri. Le piccole botti vengono sigillate e lasciate chiuse per oltre 5 anni, durante i quali la lenta fermentazione ed ossidazione, che si succedono in questo lungo periodo, portano alla produzione di un vino unico e prezioso. Grazie alla vendemmia precoce, si mantiene un buon livello di acidità e un tenore zuccherino non eccessivo, che dona al nostro vinsanto un equilibrio ed una bevibilità estrema.

Caratteristiche sensoriali:
dal colore ambrato carico, si presenta con profumi intensi, che evocano gli aromi della mandorla e della frutta secca.

Grazie per il tempo dedicato, signora Maria Paoletti Masini mi aggrego al gruppo che la stima, al  suo validissimo socio Francesco de Filippis e ai suoi collaboratori...

D: mi vuole lasciare con un ultimo pensiero?

R:

Spero di venirla a trovare nuovamente alla Cosimo Maria Masina

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Giovanni Mastroianni