Tutta Italia
Seguici su   


Forteto della Luja. Loazzolo (AT) il Regno del Moscato bianco, della Barbera...


06-10-2022   |   Artigiani del Gusto in Italia

Forteto della Luja. Il Regno del Moscato bianco, della Barbera, del Brachetto e del Pinot Nero

In un'oasi di pace...

 

NON C'E' QUALITA' ENOGASTRONOMICA SE NON C'E' QUALITA' IN CHI LA PRODUCE

 

L'Italia che ilmangiaweb ama raccontare
Giovanni Mastroianni

     

IL "RINASCIMENTO ENOLOGICO" DEL FORTETO DELLA LUJA

Tutto o in parte a inizio da questo momento, una foto che sancisce un nuovo progetto, il "Rinascimento enologico" del Forteto della Luja e per tutta Loazzolo e forse per tutta Alta Langa Astigiana.

Ho un grande rammarico; non aver conosciuto di persona il Maestro Vignaiolo Giacomo Bologna, il Maestro Tuttologo in enogastronomia Luigi Veronelli ed il fotografo che visto che non esisteva il celllulare, posta la foto in modo classico ma non appare in pellicola, Giancarlo Scaglione Enologo, Maestro e Genio dei Gancia e dei Bologna e di tanti altri...MA! Oggi conoscerò Giovanni Scaglione, secondo a nessuno...

Riprenderò questo argomento in seguito. Adesso si parte con altri volumi...

L’Oasi WWF Forteto della Luja vanta la più piccola area D.O.C. d’Italia. 

            

FLORA, FAUNA e ZERO CEMENTO

L’Oasi, che si trova nel Comune di Loazzolo (AT), protegge un paesaggio storico. Boschi, vigneti e vecchie cascine hanno mantenuto condizioni ambientali estremamente diversificate e creano un mosaico perfetto tra i doveri della natura e i doveri, qui rispettosi, dell'uomo.

             

Il rispetto dell'ambiente è centrale per la famiglia Scaglione che abita e preserva questo meraviglioso luogo da ben otto generazioni: la cantina, che ha subito da almeno tre generazioni pochi cambiamenti in linea con il benessere dell'ambiente, oggi nel XXI secolo il vignaiolo Giovanni Scaglione la fa funzionare interamente con l'energia solare, il primo visionario in Italia, ed i vigneti sono condotti in maniera biologica, anche quando questo termine non esisteva..

Giovanni Scaglione titolare della Cantina Agricola Forteto della Luja saluta gli amici del ilmangiaweb e Giovanni Mastroianni

L'arte della Magia, del Fiabesco, si rileva in ogni angolo di questo PAESE MERAVIGLIOSO, bisogna solo sgranare gli occhi, perfezionare l'olfatto e degustare lentamente. Sono a Loazzolo da Giovanni Scaglione vignaiolo di spessore è titolare della Cantina Agricola Forteto della Luja, dove tutto sembra leggenda..

            

Mi trovo in un luogo di vecchi vigneti, anche di 80 anni, scoscesi, dove crescono 21 specie di orchidee selvatiche di cui 8 nel vigneto. 

Le orchidee sono molto sensibili alle condizioni della terra, all'aria ci pensano le farfalle, ed entrambi fungono da termometro del territorio e delle vigne, unico caso nel contesto di un'Oasi protetta dal W.W.F. Sono circondato da muretti in pietra a secco e da boschi maestosi (Forteto) immerso in un paesaggio ricco di biodiversità. A valle, il rio che scorre, la Luja..

            

Giovanni Scaglione enologo e vignaiolo mi fa notare le farfalle che svolazzano tra le sue vigne, impossibile riuscire a fotografarle, ma confermano la qualità dell'aria e l'assoluto ottimismo per un futuro migliore..

 

E' meraviglioso ascoltare il maestro Giovanni Scaglione mentre parla della Sua Terra, di Cesare Pavese e dell'Alta Langa Astigiana

 

E' quasi il momento di raccogliere l'uva del Brachetto in vigne che hanno anche 80 anni per per produrre il "Piemonte Brachetto D.O.C. Passito".

             

Noi al Forteto della Luja siamo specializzati sulle vendemmie tardive così anche per il Moscato Bianco nella versione Passito il "Loazzolo Passito D.O.C." di cui siamo la più piccola d.o.c. in Italia con solo 8 produttori.

Nell'Alta Langa i vigneti sono ripidi su una vallata molto profonda e con filari molto stretti si va a vendemmiare a mano, si! Usiamo anche i cavalli, questo modo di vendemmiare che da sempre fà la mia famiglia è una coltivazione ecosostenibile, ho comunemente chiamata tradizionale

             

Il maestro vignaiolo Giovanni Scaglione spiega cosa intende quando parla di lavorazioni di vigna fatte a mano, un lavoro ad opera d'arte, dove se c'è un fiore, con il decespugliatore attacato intorno al collo gli si passa attorno; mi presenta i cavalli per nome siegandomi il loro compito e a che tipo di razza appartengono; in questo modo fiori, farfalle e tanto altro, hanno il tempo di crescere di evolversi di produrre il seme che nutre la terra, sazia la vigna che distribuisce linfa, dolcezza e amore ai grappoli d'uva..  

Forteto della Luja. Il Regno del Moscato bianco, della Barbera, del Brachetto e del Pinot Nero

In un'oasi di pace...

L'Italia che ilmangiaweb ama raccontare
Giovanni Mastroianni

Tutto o in parte a inizio da questo momento, una foto che sancisce un nuovo progetto, il "Rinascimento enologico" del Forteto della Luja e per tutta Loazzolo e forse per tutta l' Alta Langa Astigiana.

Ho un grande rammarico; non aver conosciuto di persona Giacomo Bologna e Luigi Veronelli... 

La foto è stata scattata al Forteto della Luja da Giancarlo Scaglione (padre di Giovanni Scaglione) nel 1987 quando Giancarlo era ancora in attività come enologo consulente. Giancarlo era stato precedentemente il Direttore tecnico della ditta Gancia e a quel tempo era ancora il titolare del Forteto della Luja. Oggi Giancarlo è in pensione. La foto del 1987 rappresenta alcuni personaggi che hanno scritto la Storia del vino in Italia. Da destra a sinistra Vittorio Vallarino Gancia erede del Conte Camillo Gancia che nel 1850 è stato il primo produttore in Italia di spumante Metodo Classico. Poi vicino a Gancia, Giacomo Bologna che a quel tempo era il titolare della cantina Braida e che con l'aiuto degli enologi Giancarlo Scaglione e Giuliano Noè hanno prodotto il Bricco dell'Uccellone (la prima Barbera barricata d'Italia). Poi Christiane Perato la prima importatrice in Italia di Barriques dalla Francia. Poi Luigi Veronelli che non avrebbe bisogno di presentazioni se non che è stato anche il "più importante gastronomo del '900". Poi Egisto Scaglione produttore vitivinicolo padre di Giancarlo e nonno di Giovanni. Poi Giovanni Satragno allora Sindaco di Loazzolo e infine a sinistra Beppe Orsini, gastronomo che a quel tempo collaborava con l'Arcigola di Carlin Petrini (poi Slow Food) e contemporaneamente con il Seminario Veronelli. Tutti erano venuti lì nel 1987 per assaggiare il Moscato Passito del Forteto della Luja annata 1985 (grande annata) spillato direttamente da una barriques di Christiane. Quel nettare, grazie a Luigi Veronelli, sarebbe poi diventato un vino DOC col nome Loazzolo cioè una DeCo (Denominazione Comunale). Ancora oggi, il Loazzolo è considerato il vino passito della DOC più piccola e più rara d'Italia.

 

          

Molti anni dopo, nel Giugno 2015, dieci anni dopo la morte di Luigi Veronelli avvenuta alla fine del 2004, quella foto è stata esposta al pubblico e commentata durante un Simposio tenutosi al Forteto della Luja in occasione di una grandiosa degustazione verticale con 30 annate di Moscato Passito di Loazzolo. Nel programma della giornata, oltre alla degustazione verticale, ci fu la presentazione del libro biografia di Luigi Veronelli con la presenza dell'autore Gian Arturo Rota e di molti altri personaggi importanti tra cui alcuni dei protagonisti ancora tra noi di quella foto e anche il Presidente dell'Ais Antonello Maietta e il Sommelier Campione del Mondo Luca Gardini. Quindi una foto contenente personaggi storici ma anche una foto che ha fatto storia lei stessa.

Giovanni Scaglione

 

 Prima di tutto, l'Uomo ed il suo territorio

           

Giovanni Scaglione è un'uomo elegante che ha stile e struttura, direi armonioso, emana profumi di piacere, sorridenti colori, il suo DIO interiore lo rende consapevole del tempo che ci vuole, lo studio che ci vuole, anche solo per argomentare in modo brillante  e senza cadute di noiose rappate l'indice di conoscenza che il suo D.N.A. gli ha donato di  generazione in generazione. SA'! di lavorare bene ed il suo rispetto per il circondario si estende, non per sottomissione, ma per consapevolezza anche sulle cose materiali, i suoi archettizuccherini, si sono presentati perfetti.

           

ED IO A CAZZEGGIO CONTROLLATO MI GODO ANGOLI CELATI DI UNA CANTINA ULTRA CENTENARIA 

           

BENE SI RIPRENDE 

Il vignaiolo padrone di casa, Giovanni Scaglione, mi porta nella sala dedicata all'appasimento dell'uva Brachetto e Moscato. 

Ma prima, davanti ad un panorama mozzafiato, risponde alla domanda che era rimasta in sospeso: perchè il logo del Forteto della Luja è rappresentato da una capra?

Perchè la I generazione e siamo nel settecento alleva solo le capre poi successivamente con la III ondata degli Scaglione si è cominciati a coltivare anche l'uva per poi arrivare agli inizi del novecento che si è passati solo alle vigne; la capra è la regina dell'Alta Langa, difatti a pochi km da noi c'è Roccaverano e qui a Loazzolo si produce la Robiola di Loazzolo ed anche il blu, l'erborinato di solo capra.

 

 Loazzolo Moscato Bianco Passito "PIASA RISCHEI"

Da questo momento fate tesoro di tutto ciò che sentirete....

Trasferimento nella bottaia, dove Giovanni Scaglione si dimostra un grande comunicatore: chiaro, essenziale come lo saranno tutte le sue degustazioni. Prima di qualsiasi ripresa, Giovanni Scaglione, mi spiega cosa dirà, rendendosi oltremo disponibile...la semplicità dei grandi. 

           

Un magnifico vino è tale quando riesce a farti sognare a suscitarti emozioni a sussurrarti...La frase non è mia ma ciò che sento è l'anima di chi li produce. Il vignaiolo Giovanni Scaglione produce magnifici vini.

 

 

 

DEGUSTAZIONE DEL "PIASA RISCHEI" LOAZZOLO MOSCATO D.O.C. PASSITO DIRETTAMENTE DALLA BOTTE ANNO 2020 COME E' AVVENUTO NEL 1985 E SUCCESSIVAMENTE NEL 2015

Sono molto emozionato.

Siamo nella "sala parto", così chiamata dal vignaiolo Giovanni Scaglione, cioè dove nascono i suoi vini, perchè tutte le sue creazioni vengono vinificate partendo dal lievito della casa che si trova in fondo alle botti....non ci sono domande il vignaiolo Giovanni Scaglione è un libro aperto..alcoltate..

 

direttamente dalla botte, Giovanni Scaglione degusta

 

Loazzolo Moscato Bianco Passito "PIASA RISCHEI"

 

DEGUSTAZIONE DEL"PIAN DEI SOGNI" PIEMONTE BRACHETTO D.O.C. PASSITO ANNO 2020

 

Nel 1990 così definito: 

Non sento solo gli angeli passare; non li distinguo solo; ancora una volta mi faccio angelo di Chagall".

Luigi Veronelli

            

Il Piemonte Brachetto D.O.C. Passito " Pian dei Sogni" è un vino non facile da trovare, poche quantità e pochi produttori, appartiene alla tradizione piemontese soprattutto di questa zona eletta, nasce da un terreno terreno calcareo-marnoso con sistema allevamento Guyot con oltre 7.000 viti per ettaro, le uve surmatu­re, vendemmiate tardivamente vengono lasciate appassire per un breve periodo, prima di essere pigiate. Il vino nuovo, dopo il travaso, viene posto a fermentare in piccole botti di rovere per oltre 12 mesi, dove completa la sua evoluzione. Nel corso dell'inverno viene favorita la stabilizzazione a freddo. L'imbottigliamento avviene nella prima­vera del secondo anno dopo la vendemmia. un grande passito da accompagnare...

 

Giovanni Scaglione degusta il Bracchetto Passito "Pian dei Sogni"

Forteto della Luja. Il Regno del Moscato bianco, della Barbera, del Brachetto e del Pinot Nero

In un'oasi di pace...

L'Italia che ilmangiaweb ama raccontare
Giovanni Mastroianni

 

BARBERA D'ASTI "MON ROSS"

Presentazione Filosofica di come il maestro vignaiolo Giovanni Scaglione interpreta la Barbera in "Generale" e nel caso specifico la sua "Mon Ross"

L'uva Barbera la vendemmiamo molto tardi sono acini piccoli, molto maturi, noi produciamo una Barbera tradizionale diversa da quelle che  si trovano in commercio oggi, diversa dalla Barbera d.o.c.g. superiore dal Nizza d.o.c.g. queste sono delle Barbere barricate,

         

Cioè affinate in botti di legno speziato, tostato oppure ci sono altre tipologie di produzione... noi produciamo come una volta...

          

Il terreno pre­valentemente argilloso franco limoso o franco sabbioso, evoluto, di colore giallo o rossastro, età media delle viti superiore a 30 anni.

Barbera di antica memoria, colore rosso rubino, che si distingue per frutto, freschezza e vinosità, accompagnate da un bel corpo ricco e succoso. Straordinaria bevibilità da giovane che ben si adatta ad un invecchiamento di qualche anno.

 

DEGUSTAZIONE DELLA "MON ROSS" BARBERA D'ASTI D.O.C.G. 2021

 

Piemonte Moscasto Bianco Secco "Pasucrà"

 

PER FINERE UNA CHICCA IL "PASUCRÀ " PIEMONTE MOSCATO BIANCO SECCO D.O.C.

Il primo Moscato Secco del Piemonte a Denominazione di Origine Controllata si chiama “Pasucrà”, termine dialettale piemontese che significa “non dolce”. Un vino nuovo ma antichissimo figlio della tradizione contadina del “filtrato dolce” che col passare dei mesi estivi diventava secco.

          

Vino fermo dal colore giallo dorato. Aroma intenso e persistente con sentori minerali, agrumati, idrocarburi complessi. Gusto fresco, sapido e persistente che suggerisce il mare.

 DEGUSTAZIONE DEL" PASUCRÀ" PIEMONTE MOSCATO BIANCO SECCO D.O.C.

 

Grazie per l'accoglienza, grazie per l'ospitalità molto familiare, grazie per la disponibilità, grazie per aver aderito alla..

STAFFETA MAGICA 

Giovanni Scaglione riceve tre oper d'arti: i formaggi: la Robiola Roccaverano D.O.P. d'Asti dell Caseificio agricolo Stutz  inoltre le Pesche sciroppate di Monate e offre i suoi due giolielli: Piemonte Moscato Bianco D.O.C. seccoPiemonte Brachetto D.O.C. passito secco.

          

Giovanni Scaglione sei un grande vignaiolo

L'Italia che ilmangiaweb ama raccontare

 

Giovanni Mastroianni