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Paitin di Pasquero Elia custodi di unicità del Barbaresco in Serraboella Neive


25-03-2026   |   Artigiani del Gusto in Italia

Paitin di Pasquero Elia custodi di unicità del Barbaresco in Serraboella Neive

La zona del Barbaresco è un pregiato territorio vitivinicolo piemontese situato nelle Langhe (provincia di Cuneo), a sud-est di Alba, noto per la produzione dell'omonimo vino DOCG da uve Nebbiolo. L'area comprende i comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e la frazione San Rocco Seno d'Elvio (Alba), caratterizzata da colline tra 150-450m e suoli marnosi

Neive, terra rinomata nelle Langhe, è celebre per la sua produzione vinicola, in particolare il Barbaresco DOCG, Barbera d'Alba DOC, Langhe Nebbiolo, Dolcetto d'Alba DOC, Roero Arneis e Moscato d'Asti, nota come la "Terra dei 4 vini". Il territorio di Neive è rinomato per la produzione del Barbaresco DOCG, suddiviso in diverse prestigiose MGA Menzioni Geografiche Aggiuntive (sottozone), tra cui spiccano Basarin, San Cristoforo, Albesani, Gallina, Cottà e Serraboella

 

ARZISTE

Io arzisco, tu arzisci, noi arzitiamo

La storia vitivinicola della famiglia Pasquero Elia inizia nel 1893

Giuseppe Elia con il supporto di Domizio Cavazza, intraprende la vinificazione del Nebbiolo secondo il protocollo di Domizio. Nel 1893 etichetterà il suo vino come Barbaresco del Bricco di Neive, annoverato tra le prime 4 famiglie a menzionare in etichetta: la denominazione Barbaresco, il Cru ed il proprio nome con la dicitura “proprietario – produttore”. Solo 40 anni dopo l’intero paese di Neive entrerà a far parte interamente della denominazione Barbaresco.

            

L'Italia che ilmangiaweb ama raccontare
Giovanni Mastroianni

 

Eccellenze enogastronomiche a Cuneo

 

Luca Pasquero Elia è a VIII generazione di Vignaioli custodi del territorio 

 

 

 Oggi Giovanni incontra il vignaiolo Luca Pasquero Elia cantina Paitin di Neive

 

Giovanni incontra Luca Pasquero Elia

 

         

          

          

Il produrre vino in Langa, è una cerimonia.

 

Non c'è un colore che più di altri attiri la mia attenzione e tanto meno una lettura che goda dei miei favori, se poi cadiamo nell'arte musicale faccio spallucce, tralascio la pittura per rispetto a Te. Il Barbaresco è un vino straordinario: elegante, fine, ampio, sensuale; merito del suo cosmo e di Te, "arziste contadino", che non tralasci la filosofia e la storia a margini di sudditanze narcise. Il mio cosmo è tuo, satellite narrativo che ti appropri del verbo della natura.

 

Luca Pasquero Elia saluta gli amici de ilmangiweb

 

VARDE'

“Sorì” è una bellissima parola del dialetto Piemontese che si riferisce alla parte più alta ed esposta al sole di una collina. Il versante che gode di più luce dal mattino alla sera, dove la neve si scioglie prima e l’altitudine favorisce una costante brezza che rinfresca d’estate ed evita il gelo d’inverno. Il Sorì di Serraboella Paitin regala vini setosi...il Barbaresco nella sua migliore espressione...più alta.

 

È il versante della Serraboella più caldo e dotato di terreni unici che da tempo immemore sono delimitati e coltivati a nebbiolo

          

"Bricco" in dialetto piemontese, indica la cima di una collina, il punto più alto, dove altitudine ed esposizione sono determinanti per ottenere vini di qualità.

 

Luca Pasquero Elia indica e spiega  zone vinicole per la produzione del Barbaresco D.O.C.G le (MGA)

Custodi

Noi Siamo i custodi, della Nostra terra, il lavoro, la dedizione alla vigna, la cura e l'osservazione ai cambiamenti.

 

Spogliati e amami, divieni custode delle Langhe di Neive; la speranza quando c'era poco in cui credere.

          

 La mia Terra il mio Cosmo

La scelta del momento di vendemmia, momento magico, il resoconto di un anno di sforzi e sudori. Sebbene supportato dalla tecnologia, l’indice prediletto è tuttora il senso del gusto. Ogni piccolo appezzamento viene controllato e raccolto secondo la giusta premura, con l’obbiettivo di estrarne eleganza, bilanciamento e purezza.

 Luca Pasquero Elia descrive il Cosmo-Territorio della vigna Serraboella

Cosa stà succendo in vigna?

Dopo il letargo invernale, durante il quale le viti vengono potate per rinforzarsi in vista della stagione calda, le viti in effetti “piangono”. Questo accade non appena le temperature si alzano oltre i 10° e l'attività linfatica riprende con entusiasmo e vigore.

Il germogliamento è una fase cruciale del ciclo vegetativo della vite che, insieme al pianto, dà il via alla nuova stagione e ci regala la vista di un susseguirsi di gemme che si aprono e germogli che si allungano. Questo processo è controllato da stimoli esterni ed interni, ma soprattutto dalla temperatura.

          

 

          

La fase del "pianto della vigna" è terminato inizia il "germogliamento"

L'Arte del far vino

Per lungo tempo l’arte del far vino è stata quella del bilanciare le varie espressioni delle colline. Il nebbiolo aveva all’epoca due espressioni: Barbaresco, il lato ampio ed elegante del Nebbiolo, Barolo la forma profonda e potente del Nebbiolo. Emerse poi una nuova arte: quella del singolo vigneto, tutto è stato rimesso in gioco. Ogni produttore, con il suo stile e la propria interpretazione, dava ad ogni collina la sua unicità.

Il Sorì Paitin, proveniente dall’appezzamento più caldo della Serraboella, presenta le stesse caratteristiche del Cru prima menzionate, ma amplificate all’ennesima potenza.

 

Stefano domanda Luca risponde

           

 L'anima della collina

 

I tre + uno, ingredienti basilari per produrre un grande vino, il "Barbaresco"

 

Francesco domanda Luca risponde

          

Le mie responsabilità hanno duecento anni di storia e questo ha il suo peso, ogni virgola è soppesata, non si possono comtere errrori

 Le emozioni che il Barbaresco provoca a Luca

 

Bruno domanda Luca risponde

          

 Arziste Vardè Elevè

 

Luca descrive il carattere del vignaiolo, la personalità delle Langhe, la tenacia, l'eleganza del Nebbiolo

 

ELEVE'

 

Dapprima si rimonta il contenuto. Formatosi il così detto cappello, lo si immerge poi, tramite la steccatura anche detta cappello sommerso. In infusione per giorni. Per più di un mese una lenta infusione estrae quello che nei 9 mesi precedenti la pianta ha vissuto e trasmesso alla propria creatura: l’acino. In questo lento processo l’anima della collina, su cui sono cresciuti i grappoli, viene cristallizzata, prende un’identità. Ogni vasca sta ad indicare una differente personalità, ognuna avrà propria espressione.

Non c'è magia ma solo trasparenza

 

          

          

           

           

La maestria del vignaiolo

Finito questo momento, il processo maieutico non si conclude. Avviene l’elevazione.

Lenta la creatura in fasce, deve formare il suo carattere. Il ruolo del contadino dev’essere come quello del più saggio dei genitori, prima individuare il carattere, poi lasciarlo esprimere incanalandolo verso ciò che è la sua tendenza naturale.

 

Zona fermantazione e bottaia della cantina vinicola Paitin

 

 

 

CI SIAMO, E' IL MOMENTO DELLA DEGUSTAZIONE

 

Il vignaiolo Luca Pasquero Elia inizia la presentazione in video della "Prima" degustazione

 

 

Roero Arneis Doc Paitin Elisa

 

“La vigna d’Elisa”, era il nome che veniva usato per indicare gli Arneis provenienti da un vigneto in zona Varinere nel Roero, condotto da Elisa Elia. Venne vinificato da Secondo, suo figlio, solo dopo che passò a miglior vita nel 1973.
La vigna venne chiamata appunto d’Elisa, così il vino da qui prodotto porta ancora oggi il nome di questa grande donna che condusse l’azienda nel periodo della Seconda Grande Guerra.

 

          

 

 Il vignaiolo Luca Pasquero Elia presenta il Roero Arneis D.O.C. Elisa

Cose mie e di altri, da sapere in bevuta libera...

*Bocca generosa, con un corpo più deciso dove si percepisce anche una certa grassezza, un vino più “carnoso”, intenso, persistente, me lo immagino in compagnia delle cagliette preparate come si fa in Val di Susa, con salsicce di maiale, toma, grana, burro, pepe, noce moscata, pane grattugiato, sedano, prezzemolo…

*Colore giallo paglierino. Note di pesca, viola, pompelmo e mandorla si combinano con una ricca struttura in questo bianco polposo. Pepato e persistente sul finale.

*Al naso, offre note di pesca, viola, pompelmo e mandorla. Al palato, è polposo con una struttura ricca, pepato e persistente sul finale.

Il vignaiolo Luca Pasquero Elia inizia la presentazione in video della "Seconda" degustazione

 

 

Barbera d'Alba D.O.C. Paitin Serra

Serra è il nome che la nostra famiglia da lungo tempo usa come diminutivo del versante più fresco e meno scosceso della Serraboella, storicamente votato per granfìdi Barbere. Suoli più evoluti, più ricchi, meno drenanti, in una valle più chiusa ma bensì più frescadanno origine a vini dal carattere composto, pieni ma mai opulenti, bilanciati nella fraeschezza. 

 

           

 

Il vignaiolo Luca Pasquero Elia presenta la Barbera d'Alba D.O.C. Serra

 

Cose mie e di altri, da sapere in bevuta libera...

*Una Barbera assai piacevole dal colore rosso rubino e profumi di frutti rossi...armonico, buona struttura, finale ampio, gradevole... 

*Di singolare freschezza e delicatezza, è il risultato di un terreno meno propenso all’opulenza e del tiepido sole mattutino, di cui questo lembo di terra è irraggiato.

*Rosso rubino luminoso e intenso, con sfumature porpora. Naso fine ed espressivo, con note di confettura di frutti rossi, rose e cannella. Assaggio di medio corpo, che si sviluppa su una bella trama acida e tannica, con una chiusura che ricorda di frutta e liquirizia.

*Vino Barbera d'Alba solido e versatile equilibrato con una bella presenza acida. Frutti ricchi/audaci fin dalla metà del palato che terminano con un fantastico finale gustoso. Gli aromi di grafite e fumo aggiungono interesse a questo rosso aromatizzato all'amarena e al ribes nero. Snello e teso con un finale appetitoso.

 

 

 

 

Il vignaiolo Luca Pasquero Elia inizia la presentazione in video della "Terza" degustazione

 

Langhe Nebbiolo D.O.C. Starda Paitin

Starda nome di una antica famiglia di notari, da loro prese il nome una cascina e una stretta strada che percorre la base della Serraboella. I terreni al fondo della Serraboella, maggiormente sabbiosi e più freschi donano nebbioli più morbidi nel tannino ma pur sempre di gran classe. Da alcuni anni nello Starda confluiscono non solo i nebbioli di Serraboella ma anche quelli dei terreni ricchi di arenaria della Ca Veja di Alba, altro nostro grande vigneto.

 

          

 

Il vignaiolo Luca Pasquero Elia presenta il Langhe Nebbiolo D.O.C. Starda

 

Cose mie e di altri, da sapere in bevuta libera...

*Al palato il vino si distingue per un attacco morbido e avvolgente, con una struttura elegante e tannini fini e setosi. La freschezza è ben bilanciata dalla componente fruttata, che evolve in un finale persistente e raffinato con richiami di liquirizia e sottobosco.

*Il Nebbiolo Langhe Starda di Paitin incarna l'essenza del terroir piemontese, frutto della passione e della tradizione di una storica cantina familiare. Composto interamente da Nebbiolo, si distingue per un colore rosso rubino profondo, preludio a una complessità aromatica coinvolgente. Un'esperienza sensoriale che invita a scoprire la ricchezza del Piemonte.

*Nel Nebbiolo Starda confluiscono sia le uve della Serraboella sia una parte di una vigna di Alba, la Ca Veja. Grazie all'estrema attenzione in vigna che storicamente caratterizza questa azienda, il Langhe Nebbiolo è espressione autentica del territorio. Il frutta rimane croccante, bel centrato e assolutamente non coperto dall'uso dei legni, come sempre perfettamente bilanciato. 

*Accidenti comè goloso questo vino, piacevole visione del territorio

 

 

Il vignaiolo Luca Pasquero Elia inizia la presentazione in video della "Quarta" degustazione

 

 

Barbaresco D.O.C.G. Basarin Paitin

 

La sottozona Basarin è una prestigiosa Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA) del Barbaresco DOCG, situata nel comune di Neive, al confine con Treiso e Barbaresco. Si tratta di una lunga collina esposta prevalentemente tra Sud e Sud-Est, caratterizzata da un clima caldo che favorisce una maturazione ottimale. Il terreno è prevalentemente calcareo-marnoso con venature di sabbia, spesso descritto come "bianco".

 

           

 

 

Il vignaiolo Luca Pasquero Elia presenta il Barbaresco D.O.C.G. Paitin Basarin

 

Cose mie e di altri, da sapere in bevuta libera..

 Il nome "Basarin" è talvolta associato al dialetto piemontese come "baciata dal sole", a sottolineare la sua ottima esposizione.

*Baidin è conosciuta per produrre vini di grande eleganza, costanza e struttura, un incrocio tra la potenza di Neive e la finezza speziata di Treiso. Il barbaresco Basarin è un gran bel prodotto...

*Vino all’inizio della carriera, dotato di un naso ampio ed elegante, palato per ora croccante e vivace. Splendida esecuzione. Parlando delle specifiche della Cantina, l’austerità va ad incontrare magistralmente l’eleganza del cru. 

*Basarin Barbaresco di alta qualità. Frutti rossi aspri con mineralità equilibrata e una piccola nota floreale. Il pepe bianco è apparso dopo aver lasciato respirare questo vino che lo rende più accessibile. Colore rubino pallido. Mirtillo rosso, amarena, roccia di fiume bagnata e muschiosa, granito frantumato e petalo di rosa. Asciutto. Alta acidità. Tannini alti. 

 

 

 

 

Il vignaiolo Luca Pasquero Elia inizia la presentazione in video della "Quinta" degustazione

 

Barbaresco DOCG Serraboella Sorì Paitin 

La sottozona Serraboella è una delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA) più rinomate e storiche del Barbaresco DOCG, situata nel comune di Neive. È nota per produrre vini di grande struttura, ricchi e caratterizzati da una spiccata personalità. Situata nel comune di Neive, Serraboella è una collina che si estende a un'altitudine di circa 300 metri, nota per la sua esposizione eccellente che garantisce una maturazione ottimale delle uve.

Serraboella si trova a Neive, uno dei comuni cardine della denominazione Barbaresco, celebre per la qualità dei suoi "cru"

Dati Tecnici

          

 

 

Il vignaiolo Luca Pasquero Elia presenta il Barbaresco D.O.C.G. Serraboella Sorì

 

Cose mie e di altri, da sapere in bevuta libera...

 *Un Barbaresco fantastico; al naso è ricco di frutta rossa croccante, erbe aromatiche, alloro, floreale, mamma mia è tanta roba

*Il “Sorì Paitin” è probabilmente il primo Barbaresco della storia, prodotto a partire dal lontano 1893. E' un rosso dai profumi articolati e dal tipico gusto austero, ma sempre elegante, fine, stupendo..

*Potenza, volume si districano in una trama elegante.

*Questo non è il classico Barbaresco, ha un potenziale enorme, è da il meglio negli anni! Molto profumato a naso, ma con tannini verticali in bocca. 

 

 

 

 Si contempla, si riparte e si spera di rivedervi...

          

 

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