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Santuvario di Ivano e Paola a Santuario di Boca Alto Piemonte vini naturali


18-03-2025   |   Artigiani del Gusto in Italia

Santuvario di Ivano e Paola a Santuario di Boca Alto Piemonte vini naturali 

 

Passaggio ancestrale nelle vigne della Cantina Santuvario

La vigna a portamento maggiorina di Ivano e Paola alla vista, mi crea emozioni di rara intensità; resto stupefatto e incredulo di fronte a questo meraviglioso sistema di coltivazione della vite. Un viaggio nel tempo a ritroso, nel'incantevole odissea del vino che partorisce con naturale spontaneità

 

La vigna a portamento maggiorina è un capolavoro dell’ingegno ma anche, grazie all’ambiente incontaminato, uno dei più bei panorami vitivinicoli d’Italia, orgoglio spropositato,senza troppo esagerare, il solo vedere la pianta di maggiorina, mi proietta nel mondo incantato di un bimbo con salice piangente..

Mi porto a casa un pezzo di storia, una memoria del passato, un valore aggiunto di straordinaria carismatica emotività, il risultato agronomico di piante anche centenarie, oltre alla qualità intrinseca di un vino con una freschezza commuovente ma con un capacità di evoluzione sorprendente.

Giovanni Mastroianni incontra Ivano e paola

           

          

 

NON C'E' QUALITA' ENOGASTRONOMICA SE NON C'E' QUALITA' IN CHI LA PRODUCE

 

L'Italia che ilmangiaweb ama raccontare
Giovanni Mastroianni

          

I tre motivi per cui l'uva coltivata a Boca produce un vino pregiato

5 sono i comuni dove si può coltivare la vite per produrre il Boca D.OC.: Maggiora, Boca, Cavallirio, Grignasco e Prato Sesia, in questo territorio la terra è vulcanica, ricca di porfido, ben visibile a partire dal maestoso Santuario del Crocifisso realizzato dal genio di Alessandro Antonelli nel 1830, anche progettista della famosa Mole di Torino, circondato appunto, da massi e pietra rossa di porfido. Il porfido permette alle radici dei vitigni di maggiorina di scendere in profondità fino a 3 metri con conseguenze positive sia per la potature che per le stagioni di grande siccità, quindi il terreno essendo così minerale dona al alle viti grande eleganza, struttura, morbidezza, vini privi di deposito di terra, che li differenziano dalle colline andando verso Novara o Vercelli, per cui anche se siamo vicinissimi ad altre coltivazioni di uva, le espressioni vinicole nel novarese e vercellese sono divertisissime, forse un pò più vicino alle nostre è il Gattinara che probabilmente con l'esplosione del vulcano ha ricevuto la "grazia" per i suoi vini..un'altro motivo del "pregio" è che i nostri vigneti si trovano nel Parco naturale del Monte Fenera, le vedi quelle montagne, proteggono questa zona dai venti freddi del nord, quindi si crea un microclima mite perfetto per la coltivazione delle uve. 

 

La vignaiola Paola di Santuvario Vini Naturali saluta gli amici de ilmangiaweb

il maestoso Santuario del SS. Crocifisso di Boca

In cima alle colline, oltre i 400 metri, abbiamo recuperato circa un ettaro di viti autoctone di Nebbiolo, Croatina, Vespolina, Uva Rara ed Erbaluce, in totale sono più di 10, sempre autoctone e alcune che incidono sul prodotto finale per il 5/10 % più un altro ettaro impiantato recentemente e uno in fase di realizzazione, viti a guyot e a maggiorina, uno storico portamento a quadretto, sopravvissuto in alcune aree della zona, portato alla ribalta dal geologo maestro enologo Christoph Kunzli della cantina vinicola di Boca Le Piane, treasmettondo a tutti nuova linfa per credere al territorio e alle sue qualità. Il metodo a maggiorina presuppone la coltivazione completamente manuale, la resa per ettaro è molto bassa, 20 q/ha.

          

          

 

Dal genio di Alessandro Antonelli nasce il portamento a maggiorina

Il metodo era stato inventato chissà quando dai contadini della zona, un tempo molto vitata; la genialità consisteva nell’ ottenere grandi produzioni per pianta con un sistema che proteggeva l’impianto dalle condizioni meteo-climatiche, sfruttando tutte le pendenze della collina senza aver bisogno di terrazzare, un punto di forza della maggiorina e che non ha bisogno di troppi movimenti terra, la maggiorina è come un manto che segue la morfologia della Terra, le uve le tiene areggiate, soleggiate e distanti dal terreno.

Giovanni ci troviamo nella vecchia vigna di Maggiorina, questa che vedi è di Erbaluce, questo tipo di impianto prevede di piantare più piante al centro di un ampio quadrato ottenendo una specie di piramide capovolta sui cui quattro versanti salgono i tralci, il tutto sorretto da 8 pali pensati per reggere il peso delle piante a frutto, l’architetto Alessandro Antonelli, nato a Maggiora e da quì maggiorina, stabilì inclinazione dei pali di sostegno del sistema tenuti assieme da legacci...

          

Santuvario di Ivano e Paola a Santuario di Boca Alto Piemonte vini naturali 

La storia della nostra cantina inizia circa 12 anni fa, recuperando dei vecchi vigneti di maggiorina e guyot, che non hanno le caratteristiche tecniche e agronomiche dei vigneti inseriti dai disciplinari

Portamento a Maggiorina

           

La nuova frontiera del vino naturale 

Fortunamente gli intenditori di oggi i più attenti alla qualità del vino non quardano più solo alle denominazioni, ma si fidano del loro gusto...

L'uva buona si fa in vigna e il buon vino inizia in vigna

Quando vendemmiamo portiamo a casa solo uve sanissime. La fermentazione è naturale, spontanea  non si inseriscono lieviti, ne si controllano le temperature...

          

La terra del Boca è rossa, le pietre sono rosse, le rocce sono rosse.

Il porfido è evidente è dappertutto, anche accanto del Santuario...

          

I vigneti appoggiano le loro radici su questo porfido rosso che e dona eleganza e mineralità al vino

          

Paola spiega I "rami del salice", dove si recupeano, la loro naturale elasticità... 

Santuvario di Ivano e Paola a Santuario di Boca Alto Piemonte vini naturali 

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Giovanni Mastroianni

 

          

          

          

 Giulia domanda e Paola risponde....

 

                    

Santuvario Rosso 

Specifiche tecniche

Vitigni: nebbiolo 50%, croatina, vespolina, uva rara e erbaluce 50%
Titolo alcolometrico: 
12,5%

 

In bevuta libera

Il Santuvario Rosso viene fermentato in tini d’acciaio aperti e subisce una macerazione di circa un mese; poi matura un anno in botte grande e affina per altrettanto tempo in bottiglia.
Infatti i profumi sono pulitissimi, non ci sono sbavature né cenni ossidativi, ma tanta gustosissima frutta, ciliegia, fragola, lampone, mirtillo, arancia sanguinella, ricordi di viola, una speziatura leggera dove affiorano la liquirizia e il pepe.
All’ assaggio è delizioso, fresco, succoso, non è la complessità e la potenza a proporre ma una bevibilità rigogliosa, si sente il tocco tannico del nebbiolo ma non disturba, l’alcolicità contenuta (12,5%) lo rende ancora più godibile, si sente il contributo della vespolina, ma anche quella leggera rusticità data dalla croatina, nell’insieme è un piacere, punto.

          

Lozio Rosso 

 In bevuta libera

Il Lozio Santuvario si distingue per la sua maturazione vellutata in nobili botti di rovere e sviluppa una straordinaria varietà di aromi.

Lozio Santuvario, è un vino di prima classe che fa battere forte il cuore degli intenditori. Questa squisita creazione presenta un meraviglioso colore dorato che riflette la luce in modo invitante. L'aroma di agrumi succosi, combinato con note di mele mature e un tocco di frutta tropicale, si manifesta già al primo contatto. Il sapore è armonioso e corposo, con un perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità. Un finale morbido completa l'esperienza gustativa...

           

 Stefano Domanda e Paola risponde

Lavigna Rosso 

 

In bevuta libera

Il Lavigna è un rosso raro e di produzione estremamente bassa composto da 100% Croatina.
Elegante e fresco, con toni dolci e delicati di bacche rosse ed erbacei, il Lavigna è un vino
deliziosamente accessibile con purezza e classe. Le uve vengono coltivate in un appezzamento
spettacolare simile ad un anfiteatro nello stile unico e tradizionale Maggiorina e raccolte
completamente a mano. Dopo una fermentazione con lievito nativo in tini di acciaio inossidabile
aperti (all'aperto!), le uve vengono quindi macerate per un mese. Successivamente, vengono pressate
e travasate in botti di rovere da 500 litri per un anno di elevage seguito da un ulteriore
anno di invecchiamento in bottiglia prima della distribuzione.

          

Gino bianco

In bevuta libera

100% Erbaluce. "Gino" prende il nome dal padre di Ivano Barbaglia,dalla varietà bianca locale. In alta collina sui terreni vulcanici di Boca nell'Alto Piemonte, le viti in questa piccola particella hanno in media 60 anni, sono coltivate biologicamente e raccolte a mano. Le uve vengono diraspate e fermentate in tini di acciaio a cappello sommerso con lieviti autoctoni in acciaio inossidabile. La macerazione dura circa tre mesi e dopo la svinatura l'anno successivo il vino viene imbottigliato. 

          

STAFFETTA MAGICA 

Paola ed Ivano ricevono per mano di Giovanni una confezione di caffè macinato, blend di Arabica selezione e Robusta selezione in una ricetta originale proposta da Paolo Dalponte della Noalito torrefazione di Novara   , dal risaiolo Matteo Boni la sua produzione di riso Carnaroli, inoltre le Pesche sciroppate del maestro Luca dell' Agricola Le Selve di Monate

          

Grazie A Paola ed a Ivano per l'immensa disponibilità, a presto

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Giovanni Mastroianni