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Macelleria Revelli

BALA D' ASU MACELLERIA REVELLI

Prodotti, Salumi
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Dettagli prodotto

Partiamo raccontando di quella che è una vera specialità locale poco conosciuta fuori dal monregalese, ovvero la Bala d’Asu, insaccato tondeggiante a base di carne asinina tipico di Monastero Vasco. Un tempo prodotte in purezza – o quasi – con le carni di questo animale da soma, nella versione moderna la trippa di vacca o vitello, cucita a mano, viene riempita da un taglio di carne suina al 60%, bovina al 20%, asinina al 20% per poi essere condita con sale, pepe, noce moscata, erbe aromatiche

L’inequivocabile traduzione in italiano di questo termine dialettale è “palle d’asino”: in realtà non si tratta dei testicoli dell’animale, ma di insaccati dalla forma tondeggiante a base di carne asinina. Appartenenti alla famiglia dei cotechini, sono nati a Monastero di Vasco, un piccolo comune nella zona di Mondovì (Cn), e sono tradizionalmente diffusi in tutto il monregalese. Fino a qualche decennio fa, le bale d’aso, dette anche bale ‘d Luc, erano prodotte “in purezza”, cioè con le sole carni di questa utile bestia da soma. Le cose sono cambiate quando il commercio su rotaie ha preso il sopravvento sulle vecchie carovane, quelle che anticamente attraversavano la valle monregalese per raggiungere le coste liguri: la carne d’asino è diventata via via più difficile da reperire e i salumai hanno iniziato inevitabilmente a “tagliare” l’impasto con le carni di altri animali. La preparazione moderna prevede un impasto di carne suina (per circa il 60%), bovina (20%) e asinina (20%), macinata in modo grossolano e condita con sale, pepe, noce moscata, erbe aromatiche e vino rosso. Il tutto è insaccato nella cotenna di vacca. Le bale d’aso non vanno stagionate ma si consumano fresche. Rappresentano una sorta di variante più gustosa del comune cotechino: immerse in acqua fredda e cotte per circa due ore, sono solitamente servite con contorno di purea di patate, lenticchie o altri legumi lessati.

La "Bala d'Asu" è un prodotto artigianale e quindi a produzione limitata.

Il nome deriva dalla forma che assume l'impasto di carne di asino, mucca e maiale tritata e drogata, una volta insaccato nella trippa di vitello: una forma piuttosto arrotondata che richiama i testicoli dell'asino.

Il paese di Monastero di Vasco era famoso per l'allevamento di asini già nel '600: si hanno documenti che attestano il nome della specialità fin dalla fine dell'800 quando costituiva il piatto tipico della festa della "Cuncepta" (8 dicembre).

Una volta il consumo di questo prelibato insaccato era limitato al mese di novembre e dicembre, ma con la confezione e la vendita al pubblico iniziata con Domenico Revelli, proseguita dal figlio Alessio e dai nipoti è ora possibile gustare questo piatto tutto l'anno.

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