Cantina Ottava Rima

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Chi siamo

Benvenuti a SORANO, antichissimo borgo della Maremma toscana che, con Pitigliano e Sovana, costituisce il trittico delle cosiddette CITTÀ DEL TUFO. Questa terra vulcanica ricca di natura, siti archeologici, grotte, forre e anfratti e' stata per secoli testimone di civiltà come quella etrusca, romana, bizantina e longobarda e di nobili casate come quella Aldobrandesca ed Ursinea.

L'onnipresente elemento tufaceo è stato incessantemente usato per costruire straordinarie opere architettoniche, le VIE CAVE su tutte, che hanno resistito al trascorrere dei secoli. Osservando il paese ci si può rendere conto della perfetta armonia che ha mantenuto con la natura circostante, generosa dispensatrice di questa malleabile "materia prima" cui l'uomo ha dato il proprio tocco finale.

È in questo suggestivo contesto, in un ambiente anch'esso secolare nel quale le epoche si sono avvicendate e visibilmente stratificate, che nasce la CANTINA L'OttavaRima. La FILIERA CORTA è la base dei nostri princìpi e il nostro compito quello di selezionare, con meticolosa cura e la passione che ci contraddistingue, il meglio della produzione eno-gastronomica locale.

Conosciamo personalmente i titolari delle aziende con le quali collaboriamo e riteniamo che ciò sia di fondamentale importanza sia per capire meglio il prodotto stesso che per proporlo nel migliore dei modi.

Le materie prime dei nostri piatti, come la pera picciòla del monte Amiata, i salumi ed i formaggi crudi* o a caglio vegetale realizzati rigorosamente da piccole aziende a conduzione familiare, il carpaccio di Maremmana*, così come la bottarga d'Orbetello* o la palamita del mare di Toscana*, sono parte della tradizione territoriale che potrete assaggiare qui, magari abbinandovi vini autoctoni (con particolare attenzione ai biologici, biodinamici e naturali) o birre genuine come quelle prodotte in area.

E per chiudere, i dolci del territorio, uno su tutti lo "Sfratto dei Goym"*, nonché la selezione di grappe, liquori ed amari locali, alcuni dei quali realizzati su nostra ricetta specifica. Vi invitiamo inoltre a partecipare ai numerosi incontri letterari e a visitare le esposizioni artistiche che, con frequenza, si alternano all'interno della nostra enOsteria.

Entrando nel locale troverete una stanza che dispone d'un tavolo da 6 posti e uno da 2 e che in passato è stata la stalla in cui trovavano ricovero i somari (elemento fondamentale per la vita di questo paese), sopra; il soppalco accoglieva il loro fieno.

Di seguito la stanza di smistamento che oggi è occupata dal centro vitale del locale, il banco di mescita.

Proseguendo si passa davanti ai servizi che un tempo erano tine di vinificazione dove si schiacciava (a piedi nudi) l'uva per la produzione di piccole quantità di vino ad uso familiare, oggi ancora in uso. Infine si arriva nella grotta, quattro tavoli da 4 posti ciascuno, un ambiente intimo e discreto nel quale rilassarsi degustando le nostre specialità. Da qui si vede la gola che scende al bottaio, il cuore della cantina. Il nostro intento durante la progettazione ed il restauro è stato quello di privilegiare la tranquillità; ecco perché ospitiamo non più di 20 persone alla volta ed ecco perché consigliamo sempre di prenotare.

La CARTA DEI VINI de "L'OttavaRima" è incentrata su una gamma di prodotti reperiti entro gli ideali confini della Maremma toscana e segnatamente nella provincia di Grosseto, salvo occasionali quanto brevi sconfinamenti per qualche etichetta che c'incuriosisce particolarmente. L'abbiamo divisa per aziende raggruppate in determinate aree e fornisce poche ma essenziali informazioni: il nome, la tipologia, l'annata, l'uvaggio, il prezzo e, a volte, una breve nota descrittiva. Diamo priorità ai vitigni autoctoni e ai veri Vignaioli: eh sì, con la V maiuscola; ci affascinano i piccoli produttori che si sporcano le mani nella terra e curano in prima persona il percorso dei loro vini a partire dalla vite fino all'imbottigliamento ealla vendita diretta che, naturalmente, include anche la parte che ci riguarda più da vicino, ossia la conoscenza del prodotto e di chi lo fa, permettendoci poi di poterlo "raccontare" a voi clienti/amici. Prosit !

Il testo che di seguito riportiamo è un bel passaggio tratto dall'opera di J. Chevalier e A. Gheerbrant “DICTIONNAIRE DES SYMBOLES” ed. BUR :

“La cantina è il luogo chiuso in cui vengono riposti il vino o le provviste e può anche indicare la stanza del tesoro. Sul piano spirituale la parola cantina ha un senso mistico ben preciso: Bernardo di Chiaravalle, che la paragonava al SECONDO CIELO, sosteneva che lo Spirito Santo conduce l'anima nella cantina per farle prendere coscienza delle sue ricchezze. Sul piano monastico la cantina indica sempre la stanza del tesoro che abbiamo citato prima; ma in questo caso la parola cantina indica la stanza segreta in cui deve penetrare l'anima per raccogliersì in sé e prendere coscienza delle grazie ricevute. Assapora il vino contenuto nella cantina e gusta il nutrimento spirituale. Cantina ha qui il senso di interiorità, di stanza del segreto"... e volendo rimanere in tema di tesori, ricordo che l'antropologo grossetano, Roberto Ferretti, in una sua tavola del '76 descriveva un enorme esercito che avrebbe dovuto distruggere la Maremma ma... "tra chi corse ad assediare Montieri, chi morì di malaria a Scarlino, chi si fece Santo a Montiano, chi regnò a Roccalbegna, chi si perse nei boschi di Tirli e chi scoprì un tesoro a Sorano, non se ne seppe più nulla".

Sicuramente un tesoro, oltre a quello della storia narrata, c'è stato e c'è ancora oggi; è Sorano stesso, il suo territorio, il suo GENIVS LOCI. Numerose leggende lo avvolgono contribuendo ad aumentarne il fascino, come ad esempio, quella della calamita, nascosta probabilmente sotto al Masso Leopoldino nel centro del paese, la quale attirerebbe i personaggi più sensibili e particolari che si trovano a passare da queste parti, convincendoli poi, a prendervi dimora (“i calamitati” come vengono chiamati dagli indigeni); o, ancora quella de come appuntava ancora Ferretti in un suo disegno* tratto da "Qualcosa di bianco in Maremma, incontri con l'irreale e la "paura" nella campagna grossetana".Materiale quest'ultimo ripreso in gran parte dal libro "IL VIAGGIATORE DELLE STELLE" a cura di Mauro Papa e presentato qui, a L'OttavaRima.


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