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Il mais marano è stato selezionato circa un secolo fa; esso è frutto di un incrocio tra due varietà di mais, il Nostrano e il Pignoletto d’oro. A compiere questa esperimento fu Antonio Fioretti, agricoltore di Marano Vicentino.
Dal luogo in cui avvenne la selezione il mais prese il nome “marano”. Le sue pannocchie sono piccole con chicchi rosso aranciato, tondi, serrati e lucidi che danno una farina vitrea, ricca di proteine e di inconfondibile sapore.
Proprio queste caratteristiche hanno fatto sì che questo mais si sia diffuso in tutto il nord Italia, e non solo, arrivando qui in Piemonte nello scorso secolo e diventando la varietà di granoturco più diffusa.
Con gli anni ‘50-‘60 arrivarono i primi mais ibridi che, pur avendo caratteristiche qualitative inferiori, garantivano una resa produttiva molto più elevata e soppiantarono il marano.
Negli ultimi anni cercando di riscoprire i sapori di un tempo, grazie a pochi agricoltori che avevano continuato, anche se in piccole quantità, a coltivare il marano preservandone la specie, si è tornati a produrre questa antica varietà.
Certo il marano non può competere con gli ibridi in quantità produttiva per ettaro (poichè se ne produce circa 7 volte meno), ma di sicuro è superlativo nella produzione di gusto!