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La Felciata (in dialetto moranese ‘a filicèta) ha origini antichissime ed appartiene alle tradizioni della pastorizia moranese. La Felciata prende il nome dalle felci da cui riceve il suo straordinario aroma. E’ prodotta con latte di capra nel periodo estivo, quando i pascoli conferiscono al latte il meglio in aromi, profumi e sapori . Questo prelibato formaggio da sempre ha arricchito le tavole dei nobili del luogo, tantè che essi usavano chiamarla Pane degli’Angeli. Inoltre, si racconta che gli artigiani del legno usavano dare ai pastori un caratteristico secchiello in cambio del golosissimo formaggio.
Tecnologia: Il latte caprino di una mungitura, proveniente da animali allevati rigorosamente al pascolo ed addizionato con una piccolissima percentuale di latte ovino, è filtrato con le felci e poi riscaldato nelle apposite caldaie di rame ad una temperatura di circa 34° C . Quindi, si aggiunge il caglio aziendale di capretto o agnello. Nell'attesa della completa coagulazione, si provvede a sistemare i rametti migliori delle felci scegliendo quelli di una certa consistenza dalla parte apicale della pianta. Dopo 30-45 minuti si procede alla raccolta della cagliata con la cocchiera (attrezzo tipico di legno d’acero) ed al suo trasferimento in secchielli di legno di gelso specifici per la felciata, avendo cura di formare strati omogenei di cagliata e di felci. Attualmente si usano anche contenitori di vetro, di ceramica o di terracotta.
Gastronomia: Il momento ideale per la degustazione della felciata è la stessa giornata di preparazione, quando il formaggio e ancora tenero e caldo.