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Il ritrovamento di monumentali olivi secolari sparsi nelle colline parmensi è stato il primo passo per iniziare il progetto di recupero e diffusione delle "nostre" cultivar. Sembra che furono gli antichi Romani a impiantare i primi olivi in Emilia. Un'importante traccia storica dell'olivo parmense si trova nell'Archivio di Stato di Parma in un manoscritto del 1226 in cui si scrive "Ci si attenga ad eseguire la disposizione che il Podestà redasse: piantare e coltivare, bonificare e mantenere 20 piedi di olivi in un primo anno, a favore di qualsiasi famiglia delle terre sotto riportate e in seguito , annualmente, 10 piedi." (Traduzione di Panini Francesco). Le "terre sotto riportate" sono quelle classiche del territorio parmense, da Mulazzano a Fornovo, da Maiatico a Tabiano, in una fascia altitudinale tra i 100 e i 450 m e in "tutte le altre terre oltre il Taro e il Ceno fino alla pianura, per tutto il territorio parmense". E a distanza di tanti secoli oggi si è ricominciato ad impiantare gli olivi nel nostro territorio, nelle aziende agricole come nei giardini. La produzione dei nostri olivi non potrà mai essere paragonata alle produzioni degli olivi pugliesi o toscani, ma da alcune analisi e prove sembra proprio che la qualità sia molto alta. Si è notato infatti che la qualità dell'olio da oliva sia sempre più alta man mano che ci si avvicina alle zone limite della pianta dell'olivo.