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Riso Carnaroli Classico della Lomellina
Il Carnaroli è il più pregiato tra i risi italiani: non a caso, viene definito il “re dei risi”. Nato nel 1945 grazie all’incrocio di due varietà, il Vialone e il Lencino, coltivate sin dall’Ottocento, il Carnaroli è molto difficile da coltivare e richiede delle precise condizioni climatiche e ambientali, che sono tipiche del novarese e del vercellese, ma soprattutto della Lomellina. È qui, infatti, che sorge l’Azienda Agricola Motte, che da oltre sessant’anni porta avanti con successo e passione la produzione del Carnaroli a Pavia.
Caratteristiche
Proprio per la complessità della sua lavorazione, il Carnaroli viene spesso sostituito da varietà simili dal punto di vista merceologico, ma meno problematiche dal punto di vista agronomico. La contraffazione, però, è possibile fino a un certo punto: il vero Carnaroli ha, infatti, delle caratteristiche tali per cui risulta essere unico e inconfondibile. Il suo chicco è particolarmente ricco di amido amilosio e questo lo rende molto consistente, capace di tenere benissimo la cottura e di assorbire meglio aromi e condimenti. Questo riso “super-fino” si riconosce per i suoi chicchi grossi e allungati e cuoce in un tempo oscillante tra i 16 e i 20 minuti. È il riso prediletto dagli chef per i loro pregiati risotti, ma si presta bene anche per molte altre pietanze di alta gastronomia.
STORIA
Riso Carnaroli
Il riso Carnaroli è una varietà di riso italiano nata nelle risaie intorno a Paullo, vicino a Milano.
È considerato da molti come il migliore riso per il risotto.
Il costitutore del riso Carnaroli è Ettore De Vecchi. Nel 1945 Ettore De Vecchi presentò una nuova varietà di riso: il Carnaroli.
Ettore De Vecchi lavorò molti anni per ottenere la nuova varietà, facendo incroci nei suoi campi della cascina Casello a Paullo.
La nuova varietà fu frutto del lavoro non solo di Ettore De Vecchi, bensì anche di un genetista ibridatore e del professore Emiliano Carnaroli. Il riso Carnaroli nasce nel 1945 dall’incrocio con la varietà di riso Vialone e Lencino, si tratta di un riso che appartiene alla varietà japonica con cariosside molto sviluppata. Il chicco è particolarmente allungato, è di circa 7 mm, ha un colore perlato e il suo sapore è leggermente dolce, molto resistente ed elastico; infatti durante la cottura, che è di circa 16-18 minuti, non scuoce e non si disgrega, ma rimane compatto. Ha una bassa tendenza a perdere amido ma una buona capacità di assorbire i liquidi durante la mantecatura. È considerato uno dei risi italiani più pregiati per via della sua eccellente tenuta di cottura.