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Piera Dolza, un vino per meditare
La produzione del Torchiato di Fregona segue una procedura antichissima e molto semplice che però, per ottenere un prodotto di qualità, dev'essere seguita con estremo rigore e pignoleria. Nel Disciplinare di Produzione non sono previsti interventi chimici esterni, tutto avviene sfruttando le stagioni, il particolare microclima della zona di Fregona e l'esperienza del produttore che, il più delle volte, con un'attenzione ed una saggezza "ancestrale", previene l'evoluzione del vino piuttosto che curarne le eventuali deviazioni. Se la definizione di prodotto "naturale" può essere estesa a tutti i vini, niente di più vero ed appropriato può dirsi del Torchiato di Fregona DOCG.
Piera Dolza, una storia da raccontare
Secondo una vecchia leggenda che si racconta nella zona, attorno al 1600 nella frazione Ciser di Fregona, ai piedi del Monte Pizzoc, un intraprendente agricoltore trovò il modo di far maturare l'uva, che per le condizioni atmosferiche avverse non era riuscita a maturare nella vigna, appendendola alle travi del granaio.
L'uva, durante l'inverno, appassendo divenne dolce e il nostro agricoltore fu costretto a spremerla con il torchio nella successiva primavera ottenendo così il mosto che mise a fermentare in piccole botticelle.
Da allora il Torchiato, vino "della festa", viene prodotto da tutte le famiglie contadine del Comune di Fregona, che si tramandano, di generazione in generazione, le tradizionali tecniche e le attrezzature necessarie per ottenere questo dolcissimo vino passito che, con orgoglio, presentano poi all'assaggio in occasione della mostra che si effettua l'ultima settimana di aprile di ogni anno. Il Torchiato di Fregona Piera Dolza, goccie di storia e tradizione tutte da raccontare.