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Vuole la tradizione che nei cinque comuni del Montello (Crocetta del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia, Volpago del Montello e Montebelluna) e più precisamente nelle frazioni di Biadene, Caonada, Venegazzù, Selva, Bavaria, Santa Croce, Santa Maria della Vittoria, Pederiva e Santi Angeli la patata, introdotta all’inizio dell’800 dalle truppe napoleoniche, abbia trovato ampia diffusione solo a partire dal 1890.
Nel corso del Novecento sono state introdotte nuove varietà selezionate e i risultati sono apparsi talmente felici che la “Patata del Montello” è ricercata e richiesta anche da molti che abitano lontano dall’area di produzione, anche dai veneziani che amano arrivare in questa collina per gustare le specialità alimentari offerte dai tanti ristoranti della zona.
Diverse le varietà coltivate: la Bintje (medio-tardiva, a pasta gialla, dalla forma molto iregolare, ottima per ogni uso alimentare); la Desirèe (tardiva, a pasta gialla con buccia rossiccia, molto compatta, ottima da fritto e da fetta. Si conserva benissimo per tutto l’inverno); la Monnalisa (medio-precoce, a pasta gialla, forma regolare, adatta a tutti gli usi alimentari); la Lisetta (precoce, a pasta gialla, forma irregolare, adatta a tutti gli usi. È consigliato consumarla prima dell’inverno); la Kennebec (tardiva, a pasta bianca, con tuberi di grossa pezzatura, ottima per gnocchi e per purè); la Ratte (medio-precoce, a pasta gialla, dalla forma irregolare, di piccola pezzatura, ottima al forno).