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UN DOLCE TRADIZIONALE
Della lonza questa preparazione ha solo il nome. Un tempo nelle campagne marchigiane si coltivavano fichi in gran quantità e abbondanza e i contadini si davano un gran da fare per conservarli. Uno dei metodi fu proprio questo salamino preparato con fichi fatti asciugare al sole, macinati, impastati con anice, mandorle e noci tritate, avvolto in foglie di fico e legato con filo di lana.
Alcuni, colti i fichi, tolgono il penduncolo e li stendono al sole. Quando si sono seccati un po’, prima che diventino duri, li ammassano dentro delle vasche di terracotta o di pietra. Allora, lavatisi i piedi, li pestano allo stesso modo della farina e vi mescolano sesamo abbrustolito con anice d’Egitto, seme di finocchio e di cumino. Dopo averli ben pestati ed aver impastato tutta la massa dei fichi sminuzzati, formano come dei piccoli salsicciotti. Li avvolgono con foglie di fico, legandoli con un giunco o un’erba qualsiasi e li ripongono sui graticci aspettando che si asciughino. Una volta che si sono seccati, li conservano dentro dei vasi sigillati con pece.